Carpet Edition si avvale di una rete di produzione esclusiva che affianca ai metodi tradizionali manuali quelli meccanici. I nostri metodi produttivi riflettono un dialogo costante tra l'antica arte della tessitura e l'innovazione tecnologica, offrendo creazioni d'eccellenza capaci di soddisfare ogni esigenza e stile dell'interior design contemporaneo.
Tecnica di produzione nella quale i telai sono azionati da esperti tessitori senza il ricorso ad alcuna fonte di energia. Il telaio può essere sia verticale (Panja) che orizzontale e infossato (Pitloom). Con questo metodo i fili vengono intrecciati attraverso una spoletta e fissati da un grosso pettine che li batte e li compatta fino a ottenere tappeti piatti e senza vello. Una delle più antiche tecniche di tessitura a mano è la tessitura sumak, in cui la trama avvolge l’ordito in modo continuo, allo scopo di creare il suo tipico decoro a treccia.
Antica lavorazione che si tramanda di generazione in generazione. Prima di iniziare l’annodatura un artista disegna e colora il motivo in scala 1:1 su una carta millimetrata, dove ogni quadrato rappresenta un nodo. Successivamente gli annodatori, seduti davanti a un telaio verticale, eseguiranno decine di migliaia di nodi: più alto è il numero di nodi, maggiore sarà la qualità del tappeto e la precisione del disegno. Terminata l’annodatura, il tappeto verrà lavato più volte per rimuovere la fibra in eccesso e renderla più lucente e soffice; verrà poi fatto asciugare alla luce del sole. I tempi di queste operazioni, e di conseguenza i tempi di produzione, dipendono spesso da fattori climatici non favorevoli, tipici delle zone monsoniche.
Eccellente alternativa ai pregiati tappeti annodati a mano, i taftati conservano tutte le caratteristiche di un prodotto artigianale. La produzione inizia riportando il disegno del tappeto su una tela verticale sulla quale viene inserito il filato attraverso una pistola tessile manuale o elettrica ad aria compressa. Terminata questa fase il tappeto viene tolto dalla cornice che reggeva la tela e, dopo essere stato bruciato e lavato, viene rifinito con un tessuto di cotone incollato sul retro; la produzione si conclude con la rimozione delle fibre del vello in eccesso e con la successiva bordatura del tappeto. Realizzabile con svariati materiali, la taftatura manuale permette una scelta illimitata di disegni, forme e colori.
Il processo di lavorazione viene realizzato con un telaio che intreccia tra loro trama e ordito. L’ ordito è la serie di fili che viene montata direttamente sul telaio durante la fase preparatoria e da essa dipende la larghezza del tappeto, mentre la trama consiste in un unico filo che viene fatto passare perpendicolarmente all’ordito, creando l’intreccio e il vello. Un elemento fondamentale del telaio sono i “licci” che permettono ai fili dell’ordito di sollevarsi per facilitare il passaggio della navetta su cui sono avvolti i fili della trama. Un tappeto tradizionale prodotto con questa tecnica consente una riduzione dei tempi di lavorazione rispetto all’annodatura manuale.
La produzione è affidata a un robot di ultima generazione che lavora con la massima precisione e velocità mentre una serie di sistemi di rilevamento del filo minimizza gli arresti e le riparazioni. Il robot può muoversi in qualsiasi angolo e direzione, permettendo di creare le forme che si desiderano e realizzando così tappeti tinta unita o disegnati. Tutto il lavoro di progettazione, compresa la vettorializzazione, viene eseguito in un plugin grafico.
Questa tecnica permette la produzione di tappeti a tessitura piatta tra i quali i più conosciuti sono quelli a tessitura Jacquard. Le nuove macchine sono dotate di centinaia di fusi che velocizzano la tessitura ed un computer controlla ogni dettaglio di lavorazione, minimizzando così la possibilità di errore.